Concept

Le Alleanze dei Corpi

Situato nelle aree periferiche e marginali della geografia milanese e in particolare nelle zone limitrofe al Parco della Martesana e all’asse di via Padova e Crescenzago, Le Alleanze dei Corpi è un progetto artistico che nasce da una riflessione sulla condizione di vulnerabilità diffusa, emersa nel periodo della pandemia covid19.

Vincitore del bando 57 di Fondazione Comunità Milano e del bando Obiettivo Focus del Comune Milano – Fondo per la cultura sostenibile a sostegno di progetti pilota basati su principi di sostenibilità nell’utilizzo delle risorse e costruzione di reti di collaborazione, il progetto individua nel corpo e nella sua declinazione individuale, sociale e politica il centro della riflessione teorica, attraverso un dialogo serrato e connesso tra antropologia, forme artistiche e performative e i saperi e le pratiche delle associazioni e delle persone coinvolte attivamente nel percorso.

Il titolo del progetto prende spunto dal famoso testo di Judith Butler Bodies in Alliance and the Politics of the Street, dove la filosofa statunitense sottolinea la politicità e performatività intrinseca dell’adunanza temporanea dei corpi.

Strutturato attraverso un programma di percorsi partecipativi, performance, mostre, simposi, con una collaborazione interdisciplinare tra linguaggi della danza e sapere antropologico, si propone di riflettere sul corpo e sulla sfera pubblica, attivando, riscrivendo e ripensando lo spazio urbano come bene comune e permeabile, creando contesti di community care al fine di rinnovare la fiducia nel contatto tra corpi.

Il tema del diritto universale alla cura, intesa come bene comune, atto collettivo, pratica di trasformazione comunitaria e empowerment è al centro del progetto, in un percorso per la costruzione di nuovi rituali reali e virtuali e nella convinzione che “un set di rituali, gesti simbolici e movimenti accompagni l’attraversamento dei confini” (Stavros Stavrides, Cities of Thresholds).

Una particolare attenzione verrà dedicata all’analisi e alla comprensione della fragilità della condizione femminile in situazioni di marcato isolamento dalla sfera sociale/pubblica, al fine di proporre azioni mirate attraverso l’intervento di artist_, coreograf_ che lavorano sul tema dell’emancipazione e del corpo femminile.

Il loro lavoro coinvolgerà le fasce deboli della popolazione che hanno difficile accesso all’offerta culturale e che si trovano in condizioni di marginalità: abitanti della zona, donne immigrate di prima e seconda generazione in particolare appartenenti alle comunità egiziana e bangladeshi e che fanno riferimento a Spazio Socialità, vittime di violenza di genere, precari e precarie, sexual worker, parenti delle vittime del covid, anziani, comunità lgbtqi.

Il lavoro nasce da una progettazione condivisa di realtà, DiDstudio e Itinerari Paralleli, insieme a Progetto Aisha e ZEIT, attive nel territorio di Milano, e impegnate con differenti equilibri sul tema delle performing arts e del loro potenziale in termini di attivazione dei territori e di rigenerazione urbana. L’iniziativa si individua come progetto speciale e pilota, che per la prima volta mette insieme i soggetti, direzionando le azioni e affinando le metodologie attraverso una pratica di coprogettazione e “fertilizzazione” reciproca.