ATRIO

dove nodi intrecciano nodi

Salvo Lombardo

in collaborazione con Maria Paola Zedda

Atrio è un ambiente in between tra un simposio tentacolare e una performance relazionale, un’occasione di scambio e di riflessione orizzontale tra artiste\i e pubblici diversificati e basata sull’oscillazione tra pratiche, teorie e atti di cura.

A partire dal lavoro sviluppato dagli altri artisti coinvolti nel progetto Le Alleanze dei Corpi – A contatto, Salvo Lombardo individua un ambiente dedicato alla sedimentazione delle loro pratiche e dei loro discorsi: uno spazio di confronto che pone il tema della cura e della reciprocità al centro della sua architettura. L’artista, aprendo uno spazio di relazione, si propone di mettere in connessione, con una prospettiva intergenerazionale e interculturale, contesti, storie apparentemente non allineate o prossime, per creare nuove alleanze e far atterrare l’esperienza trascorsa in una riflessione più ampia, che metta al centro la cura come pratica collettiva e comunitaria, e il contatto interpersonale e la sua natura simbolica.

Atrio è uno spazio a cavallo tra l’agorà e l’ambiente domestico, una “contact zone” citando le parole di Mary Louis Pratt, dove liquidare i confini tra il deposito affettivo e l’emersione pubblica delle pratiche, dei concetti e dei gesti generati dall’intero progetto. Uno spazio in cui intrecciare nodi a partire da nodi. In cui non risolvere la piega e in cui respirare insieme. Uno spazio abitato da corpi e relazioni.

L’organizzazione della sua arcata temporale è immaginata come estremamente flessibile. Il suo spazio interno è edificabile e abitabile in modo corale; potrà godere di simultaneità, compresenze e connessioni parziali. Ognuna delle persone presenti potrà dare corpo alle sue articolazioni e potrà appropriarsene e continuare a lavorare alle sue ramificazioni ampliandone i margini di disseminazione, di risonanza e di futuro.

TBA


Salvo Lombardo, performer, coreografo e regista. Negli anni ha approfondito gli interstizi tra la danza, il teatro e le arti visive. È impegnato nella realizzazione di azioni e manufatti in ambito performativo e artistico assieme al suo gruppo di lavoro Chiasma, riconosciuto dal MIBACT come Organismo di Produzione della Danza “Under 35”. Fino al 2015 è stato co-fondatore e regista di Clinica Mammut. Nel 2015-2016 è stato coreografo residente ad Anghiari Dance Hub dove ha creato Casual Bystanders. Nel 2017 è coreografo ospite presso la compagnia Aura Dance Theatre di Kaunas (LIT) per la quale crea la performance Twister in coproduzione con il Festival Fabbrica Europa ed inizia la sua collaborazione in qualità di artista associato, per il biennio 2017-2018, con il Festival Oriente Occidente per cui realizza la performance Present continuous e la video installazione Reappearances concepita, assieme ad Isabella Gaffè e Giulio Pernice, per il Museo MART di Rovereto con il coinvolgimento della comunità locale. Nel 2018 vince il bando di Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore 3.0 di Piemonte dal Vivo e lavora al progetto L’esemplare capovolto che prevede la relizzazione di un ciclo di azioni performative, installazioni, conferenze, workshop e la creazione dello spettacolo Excelsior in coproduzione, tra gli altri, con il Théâtre National de Chaillot di Parigi, il Romaeuropa Festival e il Festival Fabbrica Europa. Nel 2019 è stato impegnato nel progetto di creazione Bodies Moemories sviluppato per la compagnia Attakkalari Dance Company di Bangalore (India), nell’ambito del progetto Crossing the sea realizzato dauna rete di partner tra Italia, Asia e Medio Oriente col supporto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e con il progetto Opacity è stato selezionato alla NID – New Italian Dance Platofrm di Reggio Emilia ed è stato membro di giuria per il premio DNAppunti coreografici promosso da diversi centri di produzione della danza italiani. Sempre nel 2019 ha fondato e co-curato con Viviana Gravano e Giulia Grechi Resurface_festival di sguardi post coloniali a Roma ed è, assieme a Silvia Albanese, ideatore della Under 35 Italian Alliance, una rete di compagnie che operano nell’ambito della danza e della performance, finalizzata alla promozione e diffusione dei propri lavori all’estero. Nel 2020 è tra i fondatori di Ostudio, uno spazio indipendente di ricerca e co-abitazione artistica nel quartiere Torpignattara a Roma. Dal 2021 collabora come artista associato con la Lavanderia a Vapore di Collegno (TO).